Intervenire sulla revisione del catasto in un’ottica di sviluppo sostenibile che sia premiale per gli immobili sicuri ed efficienti.

Questa la proposta Ance illustrata dal Vicepresidente, Marco Dettori, al Convegno dell’Associazione “Quale riforma fiscale per un’edilizia sostenibile?” che si è tenuto a Roma alla presenza tra gli altri:

del Viceministro dell’Economia e delle finanze Laura Castelli,

di Luigi Marattin, Presidente della VI Commissione Finanze della Camera dei deputati,

Antonio Misiani, responsabile economia e finanza Pd,

Alessandro Cattaneo, responsabile dei dipartimenti di Forza Italia,

Marco Osnato, Capogruppo FdI Commissione Finanze della Camera

e Luca Briziarelli, Capogruppo Lega in Commissione Territorio e ambiente del Senato.

Particolarmente apprezzabile l’intervento del Prof. Giuseppe Melis, docente di Diritto Tributario presso l’Università Luiss, il quale ha ricordato come l’Italia sia ai primissimi posti in Europa per la pressione fiscale sugli immobili.

Di particolare interesse il commento al documento del 2019 del MEF, nel quale si fanno due affermazioni rilevanti:

i canoni di locazione sono mediamente superiori di 8 volte le rendite catastali;

i valori di mercato sono mediamente superiori di 2 volte il valore imponibile IMU;

Sviluppando un modello ne deriva che mediamente:

il rendimento lordo di un investimento immobiliare è il 2,38 %;

circa un quarto della locazione viene assorbita dall’IMU (23,8 %).

Le imposte patrimoniali e reddituali “cumulate” incidono per il 61% sul canone di locazione (con aliquota del 38%) che diviene il 71% con l’aliquota massima e le addizionali Irpef.

Con la cedolare l’incidenza scende al 44,9 % con una redditività netta dell’1,31 %.

Ciò senza considerare costi effettivi, imposte di registro, altre imposte indirette.

Altra interessante considerazione che il Prof. Melis, ha evidenziato nel suo intervento, è il paradosso che coinvolge chi investe nella ristrutturazione di un edificio, specie, per migliorarne il rendimento energetico; rispetto al momento della variazione catastale ove spesso viene penalizzato con l’aumento della rendita catastale.

Dettori ha ricordato che oltre il 40% delle emissioni di Co2 proviene dagli immobili e quasi l’80% degli edifici contribuisce all'inquinamento, per questo diventa “determinante individuare politiche attive di incentivazione per un cambio di tendenza”.

In quest’ottica la riforma del catasto può rappresentare un incredibile strumento per favorire la transizione ecologica e rendere meno energivoro e più sicuro il patrimonio immobiliare.

Della leva fiscale come strumento principe per incentivare lo sviluppo sostenibile ha parlato il Presidente Buia, richiamando però la necessità di sostenere le imprese regolari evitando il rischio di frodi nelle cessioni del credito per i bonus edilizi.

Per Buia occorre “fare in modo che ci siano dei prezzari di rifermento validi per tutti e che gli interventi vengano eseguiti da imprese qualificate.”

Fonte: ANCE

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