Il Viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto ha annunciato che il provvedimento di modifica del decreto del 2002 sarà varato prima dei 120 giorni fissati dal TAR Lazio con la sentenza n. 14327/2026.
Dentro l'annuncio c'è un dato che vale più dell'annuncio. La commissione istituita dal Ministero nel dicembre 2023 per la rideterminazione degli onorari ha concluso i lavori circa diciassette mesi fa, quindi intorno alla primavera del 2025. Lo schema di decreto è stato scritto e il Ministero della Giustizia lo ha già trasmesso al Ministero dell'Economia.
Le date si incastrano così. L'Ordine degli Ingegneri di Genova presenta l'istanza il 4 marzo 2025. Poche settimane dopo la commissione chiude i lavori. Da lì in avanti il silenzio dei due Ministeri, che è durato fino al ricorso e oltre, corre su un testo già concluso. Perché il procedimento si sia fermato a valle della commissione, l'articolo non lo dice e nessuno finora lo ha spiegato.
Adeguamento e riforma non sono la stessa cosa
Il TAR ha ordinato di provvedere sull'adeguamento previsto dall'art. 54 del D.P.R. 115/2002, cioè l'aggiornamento periodico dei valori in funzione dell'indice FOI, indicando il periodo da agosto 1999 ad agosto 2023 e imponendo che le vacazioni successive alla prima non siano inferiori alla prima.
Sisto annuncia un'altra cosa: la rideterminazione delle tabelle e dei criteri, che è il piano dell'art. 50, e descrive il testo come un provvedimento che «potenzia le norme del 2002». Aggiunge che è conforme ai criteri indicati dal TAR e che elimina le situazioni segnalate dalla Corte costituzionale.
Sono affermazioni verificabili solo sul testo. Quando il decreto uscirà, le domande da porgli sono due.
La prima: incorpora la variazione FOI del periodo indicato in sentenza, oppure riparte da una base di calcolo diversa che rende l'ordine del TAR formalmente eseguito e sostanzialmente aggirato.
La seconda: elimina davvero il criterio decrescente delle vacazioni, che la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo con la sentenza n. 16/2025.
Una riforma strutturale può assorbire l'adeguamento oppure sostituirlo. Le due cose hanno esiti numerici molto diversi per chi lavora.
Chi c'è dentro l'albo
Al 28 agosto 2026 gli iscritti all'Albo telematico dei consulenti tecnici d'ufficio sono 58.412. I commercialisti sono circa il 30%, gli ingegneri il 18,6%. All'Albo dei periti gli iscritti sono 11.362.
Il dato merita attenzione da parte di chi si occupa di valutazione immobiliare. Le professioni tecniche sono una minoranza dell'albo, mentre la stima di beni immobili è una delle prestazioni più ricorrenti richieste al consulente, soprattutto nelle esecuzioni e nelle divisioni. Una revisione tariffaria costruita sul peso numerico delle categorie e non sul contenuto delle prestazioni rischia di trattare l'incarico estimativo come una voce fra le altre. È il motivo per cui, nell'aprile 2024, il gruppo di lavoro interprofessionale di E-Valuations ha elaborato una proposta specifica sull'ambito immobiliare e l'ha trasmessa alla commissione ministeriale.
L'articolo di Paolo Frediani e Valentina Maglione è sul Sole 24 Ore del 31 agosto 2026, pagina 17.
Per chi arriva adesso sulla vicenda: Compensi CTU, i Ministeri hanno 120 giorni, con il testo integrale della sentenza n. 14327/2026 in PDF.
Le proposte E-Valuations dell'aprile 2024 per i compensi dei CTU in ambito immobiliare e di infortunistica stradale.
Scarica il ritaglio stampa dell'articolo.
Fonte: il Sole24ore
Categorie:
Equo Compenso
CTU - CTP - Perito - Esperto








