Tra qualche mese questo testo comparirà negli schemi di certificazione accreditati e nei capitolati di gara. Prima o poi comparirà anche in una contestazione professionale.
Fino al 17 agosto 2026 si può ancora modificare.
UNI ha aperto il 18 giugno l'inchiesta pubblica finale sul progetto UNI1614117, "Valutatore immobiliare - Requisiti di conoscenza, abilità, autonomia e responsabilità". Il testo si scarica gratuitamente clicca qui
E-Valuations partecipa ai lavori della commissione UNI/CT 010/GL 02 che ha redatto il progetto.
L'inchiesta pubblica serve a raccogliere il contributo di chi la norma dovrà applicarla, e anche chi al testo ha lavorato la usa per proporre miglioramenti.
È quello che faremo su alcuni punti, ed è quello che invitiamo a fare a chiunque eserciti l'attività valutativa.
Una precisazione sul numero
UNI1614117 è il codice del progetto, non il numero della futura norma. In queste settimane circolano comunicazioni che lo presentano come se fosse la sigla di una norma nuova. Il numero definitivo sarà attribuito alla pubblicazione.
Che cosa cambia
Il progetto sostituisce la UNI 11558:2014 e la UNI/PdR 19:2016. Cambia quindi il riferimento su cui si fondano gli schemi di certificazione accreditati secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17024, e con esso l'insieme dei requisiti che un professionista deve dimostrare per ottenere la certificazione e per mantenerla.
Il testo articola l'attività del valutatore in nove compiti, dalla definizione dell'incarico all'aggiornamento professionale continuo, e vi associa tredici conoscenze e dieci abilità. Restano i due livelli di certificazione, base e avanzato, distinti dall'applicazione della capitalizzazione finanziaria e dell'analisi del flusso di cassa scontato.
L'Appendice A, l'unica normativa, disciplina l'accesso all'esame, le prove, la qualifica degli esaminatori, il mantenimento e il rinnovo.
Alcune novità hanno effetti pratici immediati. La due diligence e l'audit immobiliare entrano tra i compiti con una definizione propria, e diventano quindi materia d'esame e oggetto di verifica al rinnovo. I rischi ESG, climatici e ambientali passano dall'essere una buona pratica all'essere un'analisi richiesta.
Il riesame del rapporto di valutazione compare come compito autonomo, con esplicito riferimento al supporto dell'intelligenza artificiale.
La garanzia assicurativa diventa condizione per il rilascio del certificato, e va quindi messa a bilancio da chi finora ne ha fatto a meno. Il certificato dura sei anni con verifica intermedia dei crediti al terzo.
Chi è già certificato
Le certificazioni in corso restano valide. Il passaggio alla nuova norma avviene in sede di rinnovo, con i tempi e le modalità che gli organismi di certificazione definiranno nei rispettivi schemi. Il progetto in inchiesta non contiene una disposizione transitoria esplicita, ed è uno degli aspetti su cui conviene chiedere chiarezza in questa fase.
Ricordiamo anche che certificazione UNI e qualifica REV sono strumenti distinti che non si sovrappongono. La certificazione UNI è una valutazione di conformità di terza parte rilasciata da un organismo accreditato ACCREDIA.
La qualifica REV è un riconoscimento europeo rilasciato da TEGOVA attraverso i suoi Awarding Member.
I valutatori certificati UNI sono riconosciuti ai fini REV senza particolari formalità.
Su cosa concentrare la lettura
Quattro punti meritano attenzione più degli altri.
Il livello di autonomia e responsabilità. Il titolo della norma lo annuncia e l'introduzione ne promette l'indicazione secondo la classificazione del QNQ. Il punto 5 è quello da leggere con attenzione.
L'intelligenza artificiale. Compare tra i compiti e tra le abilità del valutatore, con il richiamo al Regolamento (UE) 2024/1689. Vale la pena verificare se e come compaia anche tra le conoscenze, cioè tra ciò che un esame di certificazione può accertare.
Il riesame del rapporto di valutazione. È introdotto come compito autonomo e come abilità richiesta. Servono una definizione e i criteri con cui condurlo, perché su quelli si costruiranno le prove d'esame.
I crediti formativi. Il mantenimento richiede 60 crediti per triennio e l'Appendice C stabilisce quanti crediti valgono le diverse attività formative. Conviene fare il conto di quante ore di formazione effettiva servano per arrivare a 60.
Il criterio con cui leggiamo il testo è quello che applichiamo a ogni requisito professionale: deve corrispondergli qualcosa che un terzo possa verificare. Dove un requisito si regge su un'autodichiarazione, o rinvia a un documento che prova una cosa diversa da quella richiesta, non regge alla prova dei fatti.
Come partecipare
Il download del progetto è gratuito e non richiede registrazione.
I commenti si inviano dalla scheda dell'inchiesta sul sito UNI, entro il 17 agosto 2026:
- Ogni osservazione va presentata direttamente a UNI da chi la propone trmite questo link.
- Un commento circostanziato, che indichi il punto del testo e la modifica suggerita, pesa più di una segnalazione generica.
- Vale per il singolo professionista come per gli ordini, i collegi e gli organismi di certificazione.
Il progetto in inchiesta non è una norma UNI e non può essere riprodotto o diffuso.
Chi volesse segnalarlo a colleghi condivida il link, non il file.
Fonte: Scarica UNI1614117 da Inchieste pubbliche finali di UNI
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