➡️ La trasparenza è l’unica via: dati accessibili, infrastrutture pubbliche moderne, cooperazione tra banche, regolatori e valutatori.

La proposta Digital Omnibus della Commissione Europea è un’opportunità concreta: più dati reali, migliori valutazioni, perchè i prezzi di richiesta ≠ valori di mercato.

🔎 Per Paulo Barros Trindade REV, REV-BV - presidente TEGOVA, il 2026 deve essere l’anno delle soluzioni, perchè senza base empirica, non c’è rigore professionale.

di seguito il post completo pubblicato oggi da Paulo Barros Trindade su questo tema:

Uno dei grandi paradossi della nostra professione è questo: abbiamo il compito di determinare il valore, spesso fino a punti decimali, in ambienti dove i dati sono irregolari, obsoleti o completamente assenti.

Non è solo scomodo. È strutturale. E, in molti paesi europei, continua a minare la professione.

Lo scorso ottobre, in Montenegro e in Portogallo, ne abbiamo discusso apertamente. La mancanza di dati transazionali verificati rimane uno degli ostacoli principali alla qualità della valutazione e alla fiducia degli investitori.

La soluzione, a mio avviso, risiede in un cambiamento culturale verso la trasparenza.

Le autorità pubbliche devono modernizzare le loro infrastrutture dati.
I periti devono avere accesso a informazioni di mercato reali e tempestive.
E la cooperazione tra istituzioni bancarie, regolatori e enti nazionali di valutazione è essenziale.

La proposta della Commissione Europea, nota come Digital Omnibus, presentata lo scorso novembre per aggiornare diversi regolamenti e, in particolare, il GDPR, rappresenta una reale opportunità per aumentare la trasparenza nel mercato immobiliare migliorando l'accesso ai dati delle transazioni e aumentando la qualità delle informazioni disponibili per i valutatori.

Non esiste alcuna giustificazione pratica per una situazione in cui alcuni paesi dell'UE forniscono pieno accesso pubblico ai dati reali delle transazioni, mentre altri si nascondono dietro le preoccupazioni GDPR per giustificare l'opacità. Questo squilibrio non solo mina la coerenza nel mercato unico: influisce direttamente sulla qualità, la comparabilità e l'affidabilità delle valutazioni.

Affidarsi a comparabili a prezzo di richiesta introduce un rischio significativo di distorsione degli esiti di valutazione.

Se il 2025 è stato l'anno in cui abbiamo dato il nome al problema, il 2026 deve essere l'anno in cui inizieremo a risolverlo.

Non c'è rigore professionale senza una solida base empirica.

Non sei d'accordo?

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